RESISTENZA PER FORMA

La nostra filosofia

LA CURVA CATENARIA

L’elemento caratterizzante che unisce i giradischi e le elettroniche Gold Note è l’uso di forme curve che in entrambi i casi permette di creare delle strutture più rigide. La rigidità strutturale è essenziale affinché uno strumento di riproduzione hifi suoni bene, perché smorza le vibrazioni e in generale consente un controllo del suono senza risonanze indesiderate. Negli apparecchi Gold Note le curve non rappresentano soltanto uno stile per dare carattere e personalità ai prodotti, hanno anche una motivazione tecnica per migliorare la resa sonora.

Oltre a tutti i sistemi tradizionali per conferire rigidezza agli chassis, il principio guida dei prodotti Gold Note è l’uso della “Resistenza per Forma”, che in geometria richiede sempre due operazioni: 

  1. l’attribuzione di una curvatura.
  2. l’allontanamento del materiale dal piano neutro. 

Quando applichiamo la curvatura ad una forma ricorriamo principalmente alla curva catenaria, che è una curva particolare assunta da una catena appesa ai due capi e caricata solo dal proprio peso stesso.

INNOVATIVA RICERCA DI FORMA

Per il design inconfondibile dei giradischi Gold Note ci siamo serviti di un processo di calcolo proprietario denominato “Physical Form Finding“, in cui un algoritmo simula la deformazione di superfici sottoposte a forze fisiche come la pressione e la gravità. La forma del plinto del Mediterraneo e in seguito quella del Giglio e del Pianosa sono dunque ottenute trattando una superficie come una vela, geometria composta di catenarie che dunque è interamente sottoposta a sforzi di trazione, l’abbiamo rovesciata perché resistesse a compressione per la massima efficacia strutturale.

QUALITÀ RAFFORZANTI

Le curve Catenarie sono presenti in corrispondenza delle fessure di raffreddamento anche nelle elettroniche Gold Note; il concetto di “Resistenza per Forma” riappare in una versione differente rispetto alle strategie utilizzate per i giradischi. La voluta mancanza di parallelismo tra le fessure permette l’assorbimento di frequenze indesiderate e irrigidisce la struttura, i percorsi d’inizio e fine dei tagli di fresatura sono disposti con un disegno a “curva rampante”, modalità che consente ad ogni fessura di opporsi alle sollecitazioni rispondendo a frequenze differenti. Un disegno che si aggiunge alla solidità intrinseca dei cabinet, composti da telai in acciaio rivestiti di alluminio ad alto spessore, un insieme di due materiali che già da soli garantiscono un’importante solidità strutturale.

LA STORIA DELLA CATENARIA

FIRENZE RINASCIMENTALE: FONTE D’ISPIRAZIONE

Anche perché siamo fiorentini, per lo sviluppo e la progettazione dei nostri apparecchi audio prendiamo spunto dalla storia dell’arte e in particolare dal Rinascimento, periodo in cui l’innovazione era ottenuta dall’unione di arte e tecnica. 

Guardando al passato con spirito nuovo apprezziamo e cerchiamo di unire il meglio di due mondi apparentemente opposti: innovazione contemporanea e tradizione consolidata. 

Nel Cinquecento Firenze fu il luogo più importante in assoluto per la fusione originale delle belle arti con la tecnologia, basti pensare a Filippo Brunelleschi e la sua meravigliosa cupola del duomo di Santa Maria del Fiore, simbolo della città di Firenze.

Qui, il maestro Michelangelo Buonarroti, con un’intuizione che ha del miracoloso, introdusse nella storia dell’arte occidentale la curva Catenaria, sia per la sua bella forma che per le sue uniche doti strutturali, ideando molte tra le quali due straordinarie opere: la scalinata nel vestibolo della Biblioteca Laurenziana ed il Ponte di Santa Trinita che attraversa il fiume Arno a pochi metri da Ponte Vecchio. 

Michelangelo disegnò le arcate con una forma perfetta quando ancora le doti matematiche della Catenaria non erano state indagate e l’equazione per descriverla era sconosciuta. A questo colpo di genio si è ispirato il nostro architetto Stefano Bonifazi per la progettazione degli apparecchi Gold Note.

Scalinata della Biblioteca Laurenziana

Cupola di F. Brunelleschi

Ponte Santa Trinita

UNA SFIDA MATEMATICA

Galileo Galilei è stato il primo a trattare la curva Catenaria matematicamente nella giornata seconda del “Discorso intorno a due nuove scienze” (edito postumo nel 1638), come soluzione ad un problema di statica: come segare una trave per alleggerirla senza comprometterne la resistenza. Galileo correttamente propose che l’andamento dovesse essere quello di una catenella rovesciata retta ai suoi capi, tuttavia sembrava ancora confondere questa curva con una parabola. In realtà leggendo la quarta giornata del suo scritto si nota che Galileo è cosciente che le due curve sono soltanto simili, l’uso della parabola è proposto come approssimazione della Catenaria. Nessuno dei colleghi suoi contemporanei se ne accorse, e il cosiddetto “errore di Galileo” fu oggetto di discussione tra gli scienziati di tutta europa.

Nel 1690 è Giacomo Bernoulli a porre il problema di trovarne l’equazione; nel 1691 lo scienziato olandese Christiaan Huygens dimostra che la catenaria è una curva non algebrica e negli anni successivi, con Gottfried Wilhelm Leibniz e Giovanni Bernoulli, il problema è finalmente risolto. 

La catenaria diviene quindi nota e usata in molteplici creazioni ingegneristiche e architettoniche, un uso estensivo ne ha fatto Antoni Gaudì nelle sue opere e un esempio più recente è il famoso arco di St. Louis (USA) o il complesso “Le vele di Calatrava” a Reggio Emilia di Santiago Calatrava.

Interni Casa Mila di A. Gaudì

Gateway Arch a St. Louis di Eero Saarinen

Stazione AV Mediopadana di Santiago Calatrava

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